Processo Digestione Anaerobica

Il processo di digestione anaerobica

La digestione anaerobica consiste nella degradazione della sostanza organica da parte di batteri metanigeni e idrogenotrofi in condizioni di anaerobiosi, ovvero in assenza di ossigeno libero.

Le biomasse sono composte da materiali organici che possono essere degradate anaerobicamente per consentire la produzione di biogas (metano e anidride carbonica).

 

Come funziona il processo anaerobico?

Il processo di decomposizione anaerobica si struttura in tre fasi:

  • Idrolisi: l’azione dei batteri idrolitici e fermentativi trasformano carboidrati, proteine e lipidi presenti nelle materie organiche in sostanze più semplici come acidi grassi, monosaccaridi, amminoacidi e alcoli;
  • Acidogenesi: in questa fase del processo le sostanze prodotte nell’idrolisi sono trasformate dai batteri acidogeni in acidi grassi volatili con produzione di anidride carbonica, ammoniaca e acido solfidrico;
  • Acetogenesi: queste molecole vengono digerite producendo idrogeno, biossido di carbonio e acido acetico.

Queste sostanze vengono poi trasformate in biogas da cui si può ottenere energia elettrica, calore, attraverso la cogenerazione, e/o biometano per mezzo di impianti di Upgrading.

Grazie alle speciali tecnologie e scelte impiantistiche applicate, il naturale processo biologico della digestione anaerobica massimizza sia il recupero energetico, che la stabilizzazione dei residui solidi del processo.

Biowaste, grazie alla sua tecnologia, può offrire la migliore configurazione per ogni singolo progetto.

I nostri digestori anaerobici sono concepiti per ottenere condizioni di miscelazione ottimali e una temperatura sempre costante.

Vantaggi della digestione anaerobica, riassumendo, sono:

Recupero energetico (energia elettrica ed energia termica);

Benefici derivanti dalla vendita di biometano;

Stabilizzazione del digestato con destinazione in agricoltura, in sostituzione all’utilizzo di fertilizzanti chimici;

Valorizzazione di scarti e rifiuti organici con riduzione dei costi di smaltimento;

Riduzione delle emissioni di gas serra;

Benefici derivanti da tariffa per l’energia elettrica prodotta e immessa in rete;

Incentivi generati dallo sfruttamento dell’energia termica non in autoconsumo;

Parziale riduzione della concentrazione di azoto nel digestato prodotto, rispetto alle biomasse in ingresso;